Comunicato Stampa per l'incontro e gli auguri dell'11/12/2016

 Comunicato stampa per gli auguri di buon anno e per i motivi per indire il referendum, 11 dicembre 2016

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Domenica 11 dicembre 2016, due rappresentanze di autonomisti di Venezia e di Mestre si sono incontrate a Piazzale Roma per scambiarsi, simbolicamente a metà fra le due città, gli auguri per il periodo natalizio e per il 2017. Hanno inoltre prodotto un documento con 5 motivi per cui è giusto, al di là del sì o del no, che si voti il referendum per creare due Comuni autonomi pur nella città metropolitana. Ecco il documento, aperto alla sottoscrizione di tutte le associazioni mestrine e veneziane:

Perché è giusto che si voti il referendum per il Sì o per il No all’Autonomia dei due Comuni di Mestre e di Venezia?

(1) La democrazia è sempre un valore aggiunto. Il referendum è, in Italia, il principale strumento di democrazia diretta. Cittadini e cittadine devono essere responsabilizzati e coinvolti, per poter scegliere il proprio futuro. Peraltro, il voto è necessario per legge quando richiesto da 7.000 elettori (in questo caso erano più di 9.000) ed era stato promesso da tutti i candidati sindaco in campagna elettorale.

(2) Ora c’è la città metropolitana. Ente di governo di area vasta, che raggruppa ad oggi 44 comuni, potrà occuparsi delle questioni sovracomunali. Aver previamente scorporato il Comune capoluogo è, inoltre, requisito essenziale per consentire l’elezione diretta del sindaco metropolitano, come dispone l’articolo unico comma 22 della legge Delrio, n. 56/2014.

(3) I tempi, le persone, le opinioni cambiano. Chiedilo a Cavallino Treporti. Dalle precedenti votazioni sono cambiati totalmente il corpo elettorale e lo scenario politico-economico comunale. La politica del Comune unico negli ultimi 90 anni ha fallito ed ha prodotto 800 milioni di debito pubblico. È sotto gli occhi di tutti la situazione grave e difficilmente recuperabile, determinata da decenni di amministrazione unitaria e immobile del Comune di Venezia. Basta vedere Cavallino Treporti: tanti erano contrari, è divenuto autonomo da Venezia nel 2000 e ora nessuno tornerebbe indietro.

(4) Le municipalità sono state private di ogni potere. Già rivelatesi strumento insufficiente e costoso, le municipalità, ora totalmente depotenziate, vanno superate con un reale decentramento. Peraltro, dalla loro abolizione, obbligatoria in caso di autonomia, deriveranno da subito 53.000 euro all’anno di risparmi e a regime diversi milioni (proiezione Unioncamere).

(5) Solo il cambiamento della struttura comunale può portare risparmi. La struttura amministrativa di due Comuni delle dimensioni di Mestre e Venezia fa risparmiare 6 milioni annui rispetto all’attuale Comune unico (dati Ministero dell’Interno). Due nuovi Comuni più efficienti e vicini ai cittadini taglieranno gli sprechi, consentendo risparmi mirati su trasporti, raccolta dei rifiuti, rendite catastali, imposte locali. Se, invece, non si svolge il referendum, tutto resta com’è ora.

Successivamente il documento in 5 punti è stato sottoscritto dalle seguenti associazioni:

Città di Mestre

Due Grandi Città

Gruppo 25 Aprile

Movimento Autonomia di Mestre

Venessia.com

WSM