Lettera del Presidente del Movimento Autonomia Amministrativa del 26 aprile 2015

Lettera del Presidente del Movimento Autonomia Amministrativa del 26 aprile 2015

Lettera aperta pubblicata ne Il Gazzettino, 26 aprile 2015, p. XXXI.
Lettera aperta pubblicata ne Il Gazzettino, 26 aprile 2015, p. XXXI.

 

Il dibattito elettorale, anche sulla città metropolitana, resta limitato a slogan, che spesso ignorano l’attualità. La recente sentenza della Corte Costituzionale 50/2015 consente al singolo comune non solo di aderire in un secondo momento alla città metropolitana, ma anche – novità – di uscirne.

Nell’occasione, la Consulta conferma, com’era prevedibile, l’applicabilità dell’art. 133 Cost. ai singoli interventi di modifica territoriale delle province, il che, a maggior ragione, deve valere anche per il secondo comma, che consente la nascita di nuovi Comuni.

Infine, la Corte Costituzionale ricorda “l’istituzione di un nuovo ente territoriale (che sarebbe senza dubbio di competenza regionale)”.

Le tre affermazioni si intersecano con la tematica referendaria, confermando la piena legittimità del referendum per l’autonomia di Mestre e Venezia promosso dal Movimento Autonomia di Mestre, sia perché tuttora consentito dall’art. 133 co. 2 della Costituzione, sia perché si afferma il principio generale della libertà di fuoriuscire persino da un ente quale la città metropolitana: se Mestre non fosse Comune, anche tale libertà di decisione sarebbe sottratta ai suoi cittadini e alle sue cittadine.

Con ciò, inoltre, si fugano tutti i dubbi sollevati, spesso in mala fede, da comitati del No, che pure sono riusciti nel loro intento di frenare la Regione, ritardando il referendum quando il Sì appariva in in vantaggio, per la seconda volta dopo il 1993.

Taluno confonde addirittura la città metropolitana con la “Grande Venezia” di mussoliniana memoria. Ciò è sintomo di idee retrograde, superate e prive di progettualità. Il Comune forzatamente unito è sorpassato: la storia e la cronaca ne sanciscono quotidianamente il fallimento economico, politico e culturale.

Il Movimento Autonomia, che resta l’unico comitato promotore non trasformatosi in lista civica, si appella a tutti i candidati al consiglio comunale, che hanno la possibilità di cancellare l’ingiustizia della mancata approvazione del referendum autonomista: qualora questo continuasse ad essere tenuto ostaggio dalla Regione, chiediamo che il consiglio comunale voti, con la maggioranza dei due terzi, per consentire a cittadini e cittadine di Mestre e di Venezia di votare, permettendo in tal modo, peraltro, l’elezione diretta del sindaco metropolitano.

Stefano Chiaromanni
Movimento Autonomia Mestre