Lettera 02/07/2015

 

Lo hanno promesso tutti, Brugnaro (sia in campagna elettorale sia in un accordo con Bellati), Casson, almeno il 58% dei sindaci della provincia: tutti a favore dell’elezione diretta e democratica del sindaco e del consiglio metropolitani. Diversamente, il sindaco di Venezia sarebbe automaticamente anche sindaco della città metropolitana, senza che la popolazione possa esprimersi. Per l’art. 1 co. 22 legge 56/2014, l’unico modo per consentire tale elezione diretta, però, è un preciso iter che prevede la scissione il Comune capoluogo in due o più parti. Il Movimento Autonomia di Mestre l’aveva anticipato in una conferenza stampa già a luglio 2012. Chiediamo, ora, il rispetto di questa promessa elettorale, a sostegno della quale aderiamo, con altre associazioni, ad una raccolta di firme in tutta l’ex provincia: si articoli il comune nelle amministrazioni autonome di Mestre e di Venezia. Chiediamo a sindaco di Venezia, consiglio comunale, consiglio metropolitano e sindaci e sindache del territorio l’impegno ad approvare quanto promesso prima delle imminenti scadenze: non vorranno certo iniziare il proprio mandato disattendendo promesse elettorali.

Stefano Chiaromanni
Movimento per l’Autonomia Amministrativa di Mestre e della Terraferma “Piero Bergamo”