Lettera del Presidente del Movimento Autonomia a La Nuova Venezia del 13/04/2014

Lettera del Presidente del Movimento Autonomia a La Nuova Venezia del 13/04/2014:

Leggo gli ultimi interventi ne La Nuova e resto stupito da come alcuni ritengono di affrontare il dibattito sull’autonomia, ovvero confondendo i piani amministrativi fra comune, provincia e città metropolitana come nel 1989, raccontando totali falsità come nel 1979, paventando infondati ricorsi al Tar (peraltro ormai sventati dall’iniziativa Stival) come nel 1994 o propinando blandizie e false promesse elettoralistiche come nel 2003.

Non tengono in considerazione alcuni aspetti della nostra proposta di autonomia, nuova e propositiva.

Il comune unico non riesce a dare ascolto alle due città. È reso palese dalla situazione attuale e dimostrato da 88 anni di fallimenti di qualsiasi amministrazione.

È ormai evidente anche a chi non abbia i rudimenti di diritto amministrativo che la città metropolitana non elide, anzi aumenta la necessità di un comune autonomo per Mestre, al pari degli altri comuni che la formeranno.

Abbiamo avuto già il riscontro positivo di Cavallino-Treporti.

Le cittadine e i cittadini di Mestre e Venezia sono molto più informati di un tempo.

Noi abbiamo imparato dagli errori del passato, proponendo nuovi confini, maggiore connessione con la città metropolitana, collaborazione tra comitati mestrini e veneziani, trasversalità rispetto ai partiti. Alcuni politici non se ne sono resi conto. Altri invece sì e, soprattutto, la popolazione delle due città ha già optato per la svolta e il cambiamento, che potranno realizzarsi solo con due comuni autonomi di Mestre e Venezia.

Stefano Chiaromanni

Presidente Movimento Autonomia “Piero Bergamo”