Lettera del Presidente Stefano Chiaromanni ne La Nuova 29/10/2014

 

Leggo e sento ancora interventi su una presunta incompatibilità del referendum per l’autonomia dei due Comuni di Mestre e Venezia con la legge Del Rio.

Nessuna parte della legge sulla città metropolitana nega la possibilità del referendum autonomista.

Sul punto siamo sicuri e disponibili ad un confronto pubblico anche con Del Rio, dal quale la legge prende il nome.

L’art. 133 co. 2 della Costituzione, che, in quanto tale, prevale in ogni caso sulla legge ordinaria, attribuisce alla Regione la competenza per lo scorporo dei comuni e, per l’appunto, si deve applicare, come correttamente è stato fatto, la legge regionale Veneto 25/1992.

Le leggi successive o speciali prevalgono solo se hanno lo stesso rango nella gerarchia delle fonti.

L’iter di questo referendum, in ogni caso, è iniziato prima dell’entrata in vigore della Legge Del Rio.

Infine, il Consiglio Regionale Veneto ha già dato, all’unanimità (destra, sinistra e centro), parere favorevole sull’ammissibilità e sulla compatibilità giuridica, come già avevano fatto gli organi tecnico-giuridici della Regione, che hanno assistito passo passo noi promotori.

Ora il Consiglio è chiamato a esprimersi solo sulla meritevolezza del quesito. Lo farà presto, come ci ha garantito il Presidente Clodovaldo Ruffato.

Quanto al diverso iter previsto dalla Legge Del Rio (voto in consiglio comunale più referendum sull’intera popolazione della provincia anziché il solo voto nell’intero comune), se lo stesso impedisse l’attuazione dell’art. 133 co. 2 Cost. sarebbe incostituzionale e andrebbe disapplicato. L’unica interpretazione ragionevole è, invece, che si aggiunga come ulteriore possibilità autonomista: perciò noi, già a luglio 2012, avevamo chiesto al Comune di seguire questo nuovo iter, già allora in vigore e poi trasfuso nella Legge Del Rio.

Nessuna risposta, tranne da un solo consigliere comunale su 46.

Spiace che, in mancanza di argomenti nel merito, alcuni, per mantenere rendite di posizione (ricordo che in due comuni meno popolosi gli assessori e i consiglieri guadagneranno meno), si arrivi a stravolgere l’interpretazione delle norme.

Ma fa anche piacere, perché conferma che il Sì è in maggioranza e a un passo dalla vittoria.

[da qui parte non pubblicata:] Anche nel 1992 i sondaggi ci davano in vantaggio e qualcuno si inventò un ricorso infondato al TAR per procrastinare il referendum.

Ricordo, però, che sia il ricorso al TAR contro il referendum per Mestre sia i tre gradi di giudizio contro il Comune di Cavallino hanno sempre visto vincere i sostenitori dell’autonomia.

 

Stefano Chiaromanni

Presidente del Movimento Autonomia di Mestre “Piero Bergamo”